Chicago Bulls 1996-97

Chicago Bulls: storia e leggende NBA

I Chicago Bulls non sono soltanto una franchigia NBA: sono un’icona globale, un simbolo che ha trasceso lo sport per diventare cultura pop. Fondati il 16 gennaio 1966, hanno trasformato Chicago nella capitale mondiale della pallacanestro durante gli anni ’90, conquistando 6 titoli NBA e regalando al mondo una delle epoche d’oro più indimenticabili dello sport.

Le origini e i primi anni

Il club nacque per volontà di Dick Klein come terza squadra NBA con sede a Chicago, dopo i fallimenti delle precedenti franchigie cittadine. Sin dalla stagione d’esordio 1966-67 sorprese tutti centrando i playoff e stabilendo il miglior record di sempre per una formazione di espansione. Negli anni ’70 i Bulls si distinsero per un gioco duro e difensivo, costruito attorno a giocatori come Jerry Sloan, Bob Love e Chet Walker, anche se non riuscirono mai a raggiungere la vetta.

L’arrivo di Michael Jordan

Tutto cambiò nel 1984, quando la franchigia scelse al draft un giovane talento da North Carolina: Michael Jordan. Da quel momento, Chicago entrò nella storia. Nei primi anni il numero 23 dovette affrontare avversari fortissimi: i Los Angeles Lakers di Magic Johnson e i Boston Celtics di Larry Bird, che dominavano l’NBA con la loro storica rivalità, e i Detroit Pistons “Bad Boys”, che bloccarono ripetutamente la corsa verso il titolo. L’arrivo di Scottie Pippen e Horace Grant nel 1987, e la nomina di Phil Jackson come head coach nel 1989, posero le basi del grande ciclo vincente.

Il primo three-peat (1991-1993)

Tra il 1991 e il 1993 Chicago conquistò tre titoli NBA consecutivi. Nel 1991 arrivò la vittoria contro i Los Angeles Lakers di Magic Johnson (4-1), in una serie simbolica che segnò il passaggio di consegne tra l’era Magic-Bird e quella di Jordan. Nel 1992 il trionfo contro i Portland Trail Blazers di Clyde Drexler (4-2), e nel 1993 il successo sui Phoenix Suns di Charles Barkley (4-2). Jordan vinse 3 titoli di Finals MVP consecutivi e poi annunciò il suo primo, sorprendente ritiro per dedicarsi al baseball.

Il ritorno di Jordan e il numero 45

Nel marzo 1995 Jordan tornò al basket con il celebre fax di due parole: “I’m back”. In quel rientro indossò però un numero diverso dal solito: il 45, lo stesso che portava da giocatore di baseball ai Birmingham Barons, scelto per omaggiare il padre James, da poco scomparso. Dopo alcune partite e un’eliminazione ai playoff contro gli Orlando Magic di Shaquille O’Neal e Penny Hardaway, Jordan tornò al suo iconico 23 dalla stagione successiva, decisione vincente che coincise con la rinascita della squadra.

Il secondo three-peat (1996-1998)

Con l’arrivo del rimbalzista Dennis Rodman nell’estate 1995, nacque uno dei team più forti di sempre. La stagione 1995-96 è leggendaria: 72 vittorie e 10 sconfitte, record NBA rimasto imbattuto fino al 2016. Arrivarono altri tre titoli consecutivi: nel 1996 contro i Seattle SuperSonics di Payton e Kemp, nel 1997 contro gli Utah Jazz di Stockton e Malone, e nel 1998 ancora contro i Jazz, con il celebre “Last Shot” di Jordan in Gara 6. Quella stagione finale è stata immortalata nel documentario Netflix “The Last Dance” (2020).

I grandi protagonisti

Giocatori:

  • Michael Jordan — 6 titoli NBA, 6 Finals MVP, 5 MVP della regular season, considerato il più grande di tutti i tempi
  • Scottie Pippen — difensore eccezionale, partner perfetto di Jordan
  • Dennis Rodman — 7 volte miglior rimbalzista NBA, anima difensiva del secondo three-peat
  • Toni Kukoč — stella croata, Sixth Man of the Year nel 1996
  • Steve Kerr, Ron Harper, Luc Longley, Bill Cartwright — protagonisti silenziosi di quella generazione d’oro

Allenatori:

  • Phil Jackson — lo “Zen Master”, coach di tutti e sei i titoli
  • Doug Collins — predecessore di Jackson, fondamentale nella crescita iniziale di Jordan e Pippen

Dopo l’era d’oro

Dal 1999 in poi, smantellato il roster vincente, Chicago visse anni difficili. Tornò competitiva negli anni 2000 grazie a giocatori come Ben Gordon, Luol Deng e soprattutto Derrick Rose, scelto come prima assoluta nel draft 2008 e MVP della NBA nel 2011 a soli 22 anni — il più giovane MVP della storia. Gli infortuni di Rose, però, fermarono il progetto.

Curiosità e record

I Bulls sono l’unica franchigia NBA con più titoli e zero sconfitte nelle Finals. Detengono il record per il maggiore margine di vittoria in una gara delle Finals (42 punti) e hanno popolarizzato l’NBA in tutto il mondo durante gli anni ’90. Lo United Center, la loro casa dal 1994, ospita una statua iconica di Michael Jordan, e il logo del toro rosso è uno dei più riconoscibili dello sport mondiale.

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