




AC Milan 1988/89: la stagione degli Immortali
La stagione 1988/89 è la seconda di Arrigo Sacchi sulla panchina rossonera. La prima si era conclusa con la conquista dello Scudetto 1987/88, il primo dopo nove anni di digiuno. Ora l’obiettivo è uno solo: la Coppa dei Campioni.
Il trio olandese al completo
La novità più importante del mercato estivo è l’arrivo di Frank Rijkaard, che si aggiunge ai connazionali Ruud Gullit e Marco van Basten, freschi vincitori del Campionato Europeo 1988 con la Nazionale olandese. A quasi quarant’anni dal leggendario Gre-No-Li svedese, il Milan forma un nuovo trio straniero destinato a entrare nella storia. Nel dicembre 1988, Van Basten vince il Pallone d’Oro, con Gullit e Rijkaard che lo seguono nella classifica: i primi tre posti del mondo sono tutti rossoneri.
La rosa
In porta c’è Giovanni Galli. La difesa è il muro costruito da Sacchi: Franco Baresi capitano e leader al centro, Alessandro Costacurta al suo fianco, Paolo Maldini a sinistra e Mauro Tassotti a destra. A centrocampo Carlo Ancelotti, Angelo Colombo e Frank Rijkaard. In attacco Roberto Donadoni, Ruud Gullit e Marco van Basten. Completano la rosa giocatori come Daniele Massaro, Pietro Paolo Virdis, Alberigo Evani, Filippo Galli e il giovane Demetrio Albertini. Lo sponsor tecnico è Kappa, lo sponsor ufficiale Mediolanum. La divisa home è la classica maglia a strisce verticali rossonere con pantaloncini e calzettoni bianchi.
Il campionato: terzi dietro l’Inter
In Serie A, tornata a 18 squadre dopo 21 anni, il Milan parte bene con 3 vittorie e 2 pareggi nelle prime 5 giornate, ma tre sconfitte tra la 6ª e la 9ª giornata — contro Atalanta, Napoli e nel derby con l’Inter — lo allontanano dalla vetta. Il distacco dall’Inter di Trapattoni arriva fino a 7 punti. Nonostante una striscia di 22 risultati utili consecutivi nel girone di ritorno, il Milan chiude il campionato al terzo posto, a 12 punti dai nerazzurri campioni d’Italia e a uno dal Napoli.
La Coppa dei Campioni: il cammino verso la gloria
In Europa il Milan vive un’avventura straordinaria. Ai sedicesimi elimina il Vitosha Sofia (7-2 complessivo). Agli ottavi affronta la Stella Rossa di Belgrado: la partita di ritorno viene sospesa per nebbia dopo 57 minuti, con gli jugoslavi in vantaggio 1-0, e deve essere rigiocata il giorno successivo. Il Milan passa ai rigori. Ai quarti i rossoneri eliminano il Werder Brema. In semifinale arriva il Real Madrid: dopo l’1-1 dell’andata al Bernabéu, il Milan travolge i blancos 5-0 a San Siro con gol di Ancelotti, Rijkaard, Gullit, Van Basten e Donadoni. Una delle partite più belle della storia del club.
La finale: 24 maggio 1989, Camp Nou, Barcellona
La formazione che scende in campo: Giovanni Galli; Tassotti, Baresi, Costacurta, Maldini; Colombo, Ancelotti, Rijkaard; Donadoni, Gullit, Van Basten. Di fronte la Steaua Bucarest, campione d’Europa nel 1986. Al Camp Nou ci sono quasi centomila tifosi rossoneri. Il Milan domina: alla fine del primo tempo è già 3-0 con la doppietta di Gullit e un gol di Van Basten. Nella ripresa Van Basten segna ancora, chiudendo sul 4-0. Il centravanti olandese, con 10 gol, è il capocannoniere del torneo. Nella finale il Milan non indossa la classica maglia rossonera né la seconda maglia con la striscia rossa, ma una divisa completamente bianca con colletto e bordi delle maniche rossi. È la terza Coppa dei Campioni della storia del Milan, a vent’anni dall’ultima.
La Supercoppa Italiana
La stagione si chiude con la vittoria nella prima edizione della Supercoppa Italiana contro la Sampdoria. Dopo il gol iniziale di Gianluca Vialli, il Milan rimonta con Rijkaard, Mannari e Van Basten su rigore: 3-1 finale.
Il bilancio della stagione
Trofei vinti: Coppa dei Campioni e Supercoppa Italiana. Terzo posto in Serie A, eliminazione nella fase a gironi della Coppa Italia. Una stagione che poteva sembrare di transizione in campionato, ma che in Europa ha consacrato il Milan di Sacchi come una delle squadre più forti di tutti i tempi, riconosciuta dalla UEFA tra le migliori formazioni della storia del calcio.
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